Gabriele Toneguzzi

Concorso d’idee Rfi: « piccole stazioni ferroviarie »

Angiolo Mazzoni, stazione di Siena, 1931-33, pensilina
Angiolo Mazzoni, stazione di Siena, 1931-33, pensilina

Il 15 Febbraio 2007 s’è chiusa l’iscrizione al concorso d’idee « Piccole stazioni ferroviarie » bandito da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana – società che si occupa dell’infrastruttura all’interno del Gruppo Ferrovie dello Stato –).

La competizione è distinta in due sezioni: junior, riservata ai concorrenti con età fino a 39 anni e senior, per tutti gli altri. Dopo la consegna degli elaborati (15 marzo 2007), entro il mese di giugno 2007 pare sarà comunicato l’esito finale del concorso, che prevede un vincitore per ciascuna sezione. La documentazione disponibile, i moduli di concorso ed altre informazioni sono disponibili anche in in lingua inglese, a partire da questa pagina.

Nelle intenzioni di Rfi questa consultazione dovrebbe servire all’elaborazione di nuovi modelli che dovrebbero essere utilizzati sia per riqualificare fermate e piccole stazioni esistenti, sia per nuove realizzazioni. L’argomento è purtroppo assai desueto. E da lunghissimo tempo. Purtroppo, perché lo stato degli immobili a corredo della rete è sotto gli occhi di tutti.

Il servizio di trasporto ferroviario, specie in Italia, ha subito una progressiva involuzione trascinandosi anche ciò che lo circonda in una spirale di degrado apparentemente inarrestabile. Nondimeno le nuove costruzioni, anche le più recenti generalmente non sono altro che un coacervo di scatole più o meno ampie prive di qualità. Pur limitandosi agli indispensabili fabbricati accessori minori, da fare ce ne sarebbe moltissimo: solo ad esempio (e non solamente per le nuove linee Av) sottostazioni di conversione elettrica, cabine e posti di controllo, rimesse e depositi. Per non parlare delle stazioni, grandi e piccole, spesso (complice la scarsa creanza) conciate da sembrar quasi più bisognose dei mendici che ivi albergano. All’inizio dell’era ferroviaria, e per parecchio tempo, gli edifici ferroviari sono stati dei luoghi la cui cura rivestiva un ruolo grandemente importante. Le architetture di linea erano attentamente codificate costituendo dei variegati e complessi abachi tipologici, dalle microscopiche garitte degli scambisti alle composizioni a grandezza variabile: caselli, palazzi d’abitazione e d’uffici, magazzini, depositi locomotive, cabine di segnalamento, stazioni, pensiline. Anche il più minuto arredo per la biglietteria, il ristoratore, le sale d’aspetto, sistema segnaletico – orologi compresi –, era oggetto di speciale caratterizzazione.

Angiolo Mazzoni, stazione di Siena, 1931-33, piazzale esterno
Angiolo Mazzoni, stazione di Siena, 1931-33, piazzale esterno

In tempi più recenti, durante il ventennio, progettisti come Angiolo Mazzoni, dirigente tecnico dell’allora Ministero delle Comunicazioni, hanno contribuito a plasmare diffusamente le architetture ferroviarie della penisola. Ed il gruppo di Giovanni Michelucci ha potuto costruire Firenze Santa Maria Novella. È stato forse l’ultimo periodo in cui l’interesse a proposito era ancor molto vivo. Nel dopoguerra, dopo il completatamento della stazione di Roma Termini, quello della stazione di Venezia Santa Lucia, la costruzione di Milano Porta Garibaldi e Napoli Centrale, ultimate negli anni sessanta, poco altro è accaduto. Verso la fine degli anni ’90 s’è avviato un programma di rassetto delle stazioni più importanti ma, per vedere dei risultati generalizzati, bisognerà attendere con l’usuale pazienza e rassegnazione, pesante bagaglio di ogni viaggiatore. A tutt’oggi sono stati impostati i progetti, esito di concorso, per le nuove stazioni Av: Torino Porta Susa, Firenze Belfiore, Roma Tiburtina, e di Afragola. Adesso, col nuovo bando, sembra essere giunto il tempo di pensare alle stazioni più piccole. Nella documentazione allegata, con una non comune cura grafica, sono presenti schemi tecnici e sintetiche previsioni di costo giunte ad un interessante compendio a proposito del nuovo sistema segnaletico di Massimo Vignelli. Chiudono l’apparato documentario degli utili cenni storici, offerti molto opportunamente e didatticamente assieme ad un panorama variegato, seppur condensato in pillole, delle parallele ed interessanti esperienze europee in proposito più o meno recenti. Nessun cenno, invece, ad una recentissima utile e riuscita esperienza nella ricostruzione della linea della Val Venosta e di tutte le sue piccole stazioni realizzata da parte della provincia di Bolzano.

A proposito della giuria, v’è da segnalare che dovrebbe essere, a larga maggioranza, di provata competenza ferroviaria: Christoph Zechner, è co-autore del progetto parallelo piccole stazioni per le Öbb (ferrovie austriache) frutto di un concorso degli anni ‘90. E pure in commissione v’è Silvio D’Ascia, vincitore (assieme ad Arep, società del gruppo Sncf che cura pure le piccole stazioni transalpine) del concorso per la Stazione di Torino Porta Susa. Assieme ad essi sarà presente il direttore Terminali Viaggiatori di Rfi, Carlo De Vito ed anche Stefano Boeri. Puncutum dolens, di non poco conto, disgraziatamente invalso nell’uso italico è quello previsto dall’articolo 4 del regolamento di concorso: « le idee progettuali vincitrici potranno essere sviluppate dall’Ente banditore ANCHE coinvolgendo i progettisti vincitori ».

Gabriele Toneguzzi

Recensione pubblicata su Il Giornale dell’Architettura (Concorsi), Febbraio 2007

Pensilina metallica a mensola per fabbricato viaggiatori-tipo, 1906
Pensilina metallica a mensola per fabbricato viaggiatori-tipo, 1906

Fabbricato viaggiatori tipo, 1906 e succ.
Fabbricato viaggiatori tipo, 1906 e succ.

Piante di fabbricato viaggiatori-tipo, 1906 e succ.
Piante di fabbricato viaggiatori tipo, 1906 e succ.

This entry was written by gt, posted on 12 March 2007 at 19:43, filed under Architettura, Articoli/scritti, Biblioteca, Ferrovie, Recensioni, Riviste, Storia. Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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