Gabriele Toneguzzi

Attilio Calzavara: Opere Pubbliche


Copertina del volume Opere Pubbliche, 1932

Attilio Calzavara: un architetto del regime non allineato
Immaginate d´essere ministro dei lavori pubblici d´un governo autoritario e dover commissionare un´importante pubblicazione celebrativa per magnificare dieci anni d’attività del vostro dicastero e del regime nel campo delle opere pubbliche. Immaginate intorno a voi una pletora di personaggi allineati che sgomita onde ricevere un incarico importante. E, nonostante il fatto che – per lavorare – sia pressoché obbligatorio l´essere munito di tessera del partito unico, immaginate pure di decidere d´affidarvi ad un tizio sprovvistone per scelta. Così Araldo di Crollalanza, « uomo del fare » – secondo una definizione di Indro Montanelli –, nobile barese di lontane origini valtellinesi, allora ministro dei lavori pubblici, assegnò la realizzazione del volume Opere Pubbliche 1922-32 ad Attilio Calzavara. Questo giovine architetto, a tutta prima privo delle canoniche credenziali per ambire a siffatto compito, produce un volume che nel 1933, anno d’uscita, campeggia in bella evidenza sulla scrivania di Mussolini a Palazzo Venezia, come documentato da una foto che lo ritrae a destra del capo: una testimonianza di come il tomo fosse tenuto in una certa qual considerazione.

Si potrebbe obiettare che ciò fosse dovuto esclusivamente al contenuto. Ma, per sgombrare il campo dai dubbi, basti il segnalare che, dello stesso libro, l´anno successivo fu commissionata all´identico facitore l´approntamento d´una versione tradotta, elaborata per l´Esposizione Universale di Bruxelles del 1935 (Les Travaux Publics exécutés dans les premières années du régime fasciste). Esaminato attraverso la lente del tempo trascorso, il lavoro di Calzavara lascia trasparire una notevole qualità. Si tratta di una variegata serie di tempere illustrative in molteplici versioni, basate su stilemi di sapore futurista, destinate a testate di capitolo giunte ad una serie d´interessanti e raffinati capilettera. Eppoi i numerosi disegni per la copertina, giocati su prospettive assai drammatizzate d´asciutti elementi grafico-architettonici mediante punti di vista radenti l´orizzonte. E pure l´ottimo risguardo congegnato per illustrare gli argomenti tramite la combinazione di secchi blocchi stereometrici rassomiglianti a fasci stilizzati.

Sempre grossomodo nello stesso torno di tempo, il Nostro « disegna » altri libri, manifesti, gustosi diplomi e singolari cartoline per l´Opera Balilla in cui è evidente oltre ad un efficace resa della tecnica a spruzzo, anche una non comune maestria nel progettare e comporre scritte con lettere ideate fuor da canoni strettamente tipografici.

Dell´architetto, relativamente la produzione d´artefatti non a stampa, sono pure da segnalare gli interessanti allestimenti di padiglioni fieristici per la felice ed autonoma combinazione di archigrafie, foto ed oggetti, un´attività che prosegue dopo il conflitto, sino alla sua dipartita. Calzavara (1901-1952) nasce a Padova e si forma alla locale Regia Scuola Artistica completando gli studi a Venezia presso l´Accademia di Belle Arti nella sezione architettura durante il 1926: proprio all´origine della Scuola Superiore d’Architettura di Venezia trasformatasi poi in Iuav. Nel 1928 è a Roma per partecipare ad un concorso per l´insegnamento del disegno: pur ritrovandosi tra i primi classificati, non ottiene l’incarico perché privo dell’indispensabile tessera. Partecipa, invitato dall´accademico d´Italia Armando Brasini, ai lavori di completamento del Vittoriano, sin circa al 1933 realizzando, nel frattempo, arredamenti di negozi e bar fino alla svolta quando, per una serie di circostanze, s´indirizzerà verso quella branca professionale oggi meglio nota come visual design.

Gabriele Toneguzzi

Recensione apparsa su Il Giornale dell´Architettura, (Giornale del design), Settembre 2006

AA. VV., Tra Futurismo e visual design. Attilio Calzavara e il progetto grafico di opere pubbliche 1922-1932
Iiriti Editore, Reggio Calabria 2005, pp. 224, 45.00€

This entry was written by gt, posted on 14 November 2006 at 00:21, filed under Architettura, Articoli/scritti, Biblioteca, Grafica, Recensioni, Riviste, Storia, Tipografia. Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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